Accedi a LexEureka

Croce Rossa Italiana: dal 1° gennaio 2018 interruzione del giudizio per liquidazione coatta amministrativa.

Giustizia amministrativa

Sull'interruzione del giudizio per avvio della procedura di procedura di liquidazione coatta amministrativa in danno della Croce Rossa Italiana.
T.A.R. Campania Napoli, Sez. 4, Ordinanza ORDINANZA COLLEGIALE 5 aprile 2018, ord. n. 02226

Premassima

1. A decorrere dal 1° gennaio 2018, la messa in liquidazione coatta amministrativa della Croce Rossa Italiana determina la perdita della sua capacità di stare in giudizio e quindi l’interruzione del processo.

Principio

1. A decorrere dal 1° gennaio 2018, la messa in liquidazione coatta amministrativa della Croce Rossa Italiana determina la perdita della sua capacità di stare in giudizio e quindi l’interruzione del processo.

Il Collegio, richiamando la recente normativa intervenuta, ha rammentato che l’art. 1, d.lgs. 28 settembre 2012, n. 178 del 2012 ha trasferito, a decorrere dal 1º gennaio 2016, le funzioni esercitate dall'Associazione italiana della Croce Rossa (CRI), alla costituenda Associazione della Croce Rossa italiana, promossa dai soci della CRI, qualificata ex lege quale persona giuridica di diritto privato. In specie l’art. 3 del cit. d.lgs. n. 178/2012, statuisce che cd. la CRI dal 1° gennaio 2016 e fino alla data della sua liquidazione assume la denominazione di “Ente strumentale alla Croce Rossa italiana”, mantenendo la personalità giuridica di diritto pubblico come ente non economico. Tuttavia a partire dal 1° gennaio 2018, osservano i giudici amministrativi, che ai sensi del comma 2 dell’art. 8, d.lgs. n. 178 del 2012, da ultimo modificato dall'art. 16, comma 1, lett. d), d.l. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modificazioni dalla l. 4 dicembre 2017, n. 172, l 'Ente è posto in liquidazione ai sensi del titolo V, del R.D. n. 267/42, fatte salve le disposizioni di cui al presente comma. Sicché ne deriva che la messa in liquidazione coatta amministrativa della Croce Rossa Italiana determina la perdita della sua capacità di stare in giudizio e quindi l’interruzione del processo, il quale opera automaticamente ex lege pur se non dichiarata, al pari dell’ipotesi di fallimento, per effetto, in particolare, del comma 3 dell’art. 43, r.d. 16 marzo 1942, n. 267, non applicandosi, eccezionalmente, l’art. 300 c.p.c., cui rinvia l'art. 79, comma 2, c.p.a..

T.A.R. Campania Napoli, Sez. 4, 5 aprile 2018, ord. n. 02226
Caricamento in corso